Il titano del tennis serbo Novak Djokovic, rinomato per la sua incessante ricerca dell’eccellenza e il suo talento indiscutibile, ha inciso il suo nome tra i più grandi atleti della storia. Tuttavia, il suo viaggio verso l’apice dello sport è stato tutto fuorché convenzionale, contrassegnato da un’ossessiva attenzione alla perfezione e da un’insaziabile voglia di miglioramento.
L’approccio meticoloso di Djokovic al suo benessere fisico, l’allenamento rigoroso e le abitudini alimentari disciplinate sono stati fattori chiave nella sua carriera stellare. Nonostante si avvicini ai 38 anni e sia oltre il suo picco, Djokovic continua a inviare onde d’urto nel mondo del tennis. Le sue recenti imprese all’Australian Open 2025, dove ha fatto un emozionante percorso verso i quarti di finale, testimoniano la sua duratura abilità.
Il maestro serbo, che ha combattuto contro più infortuni negli ultimi tempi, non è uno che si arrende facilmente. La sua ambizione incrollabile è evidente nella sua ricerca del 25° titolo Major nel 2025, un sogno che è stato quasi realizzato al Melbourne Park all’inizio di quest’anno. Tuttavia, un infortunio alla coscia sinistra ha interrotto la sua corsa, lasciandolo più affamato che mai per il suo prossimo grande obiettivo, Roland Garros. Eppure, è il prestigioso Wimbledon dove molti credono che Djokovic abbia la migliore possibilità di trionfare.
L’intrigo che circonda Djokovic va oltre le sue imprese sul campo. In una discussione illuminante con ‘Sky Sport Italy’, il coach di fitness esperto Marco Panichi, che ha trascorso numerosi anni ad allenare Djokovic ed è attualmente parte del team di Jannik Sinner, ha fatto luce su un soprannome peculiare per il campione di 24 titoli del Grande Slam.
Conosciuto come ‘Mister Why’ all’interno del suo cerchio, il soprannome di Djokovic è una testimonianza della sua incessante curiosità e fame di conoscenza. “Ogni volta che gli chiedevamo di fare qualcosa, lui inevitabilmente metteva in discussione il motivo dietro di esso,” ha rivelato Panichi. Questo modo di pensare distintivo, secondo Panichi, ha differenziato Djokovic dai suoi coetanei fin da giovane.
Nel corso degli anni, il talento di Djokovic è sbocciato sempre di più, alimentato dalla sua ossessione per padroneggiare ogni aspetto del gioco. “La sua concentrazione su aspetti di cui molti altri giocatori non sono nemmeno a conoscenza dimostra il suo approccio unico allo sport,” ha dichiarato Panichi, attingendo dalla sua esperienza di sette anni con Djokovic. Il viaggio del serbo, caratterizzato da una ricerca incessante e una curiosità incrollabile, continua a catturare e ispirare, proprio come le sue straordinarie imprese sul campo da tennis.