Da anni, Shane Lowry è una forza formidabile sul campo da golf, classificandosi costantemente tra i migliori giocatori del mondo. La sua recente performance nelle fasi iniziali della nuova stagione del PGA Tour, dove ha mancato di poco il primo posto a Rory McIlroy all’AT&T Pebble Beach Pro-Am, è una testimonianza della sua inarrestabile abilità. Eppure, con l’avvicinarsi della Ryder Cup e del The Open Championship, il focus di Lowry non è sui suoi successi individuali, ma sul successo collettivo della sua squadra.
Il The Open Championship è pronto a tornare a Royal Portrush, un campo che ha assistito al trionfo storico di Lowry quando ha conquistato il suo primo titolo major con un margine di sei colpi, lasciando Tommy Fleetwood alle spalle. Il ricordo di sollevare il Claret Jug nella Contea di Antrim risuona ancora con l’irlandese di 37 anni, mentre attende il ritorno proprio nel luogo in cui il suo sogno si è realizzato.
Ma non è solo il The Open Championship su cui Lowry ha puntato gli occhi. Si sta anche preparando per la sua terza apparizione nella squadra europea della Ryder Cup a Bethpage Black, dopo una sconfitta amara a Whistling Straits e una vittoria redentiva di 1.5 punti in tre match a Roma sotto la guida di Luke Donald.
In una recente conversazione con il Sky Sports Golf Podcast, Lowry ha condiviso candidamente il suo percorso e le emozioni contrastanti che ha vissuto durante questi prestigiosi tornei. Ha riflettuto sulla dura realtà del PGA Tour e del DP World Tour, dove il successo o il fallimento di un individuo possono essere un’esperienza solitaria. Al contrario, la Ryder Cup, nonostante la sua intensa fatica, ha offerto un senso di cameratismo che Lowry ha trovato profondamente appagante.
L’irlandese ha ricordato la settimana indimenticabile in Italia, dove la vittoria della sua squadra è stata un momento trionfante che ha apprezzato ancora di più rispetto alla sua vittoria personale a Portrush. Il trionfo della squadra, ha rivelato Lowry, è stato meno stressante e più divertente, suscitando la sua impaziente attesa per la prossima Ryder Cup. La sua fervente speranza non è solo quella di essere nella squadra, ma di contribuire a un’altra vittoria.
Mentre la Ryder Cup si avvicina, Lowry riconosce il ruolo cruciale che il capitano Luke Donald è probabile che svolga. Il golfista, che ha sviluppato un rapporto stretto con Donald, prevede che sotto la guida dell’inglese, la squadra europea sarà una delle meglio preparate della recente storia. Donald, un veterano delle Ryder Cup vinte sia in casa che in trasferta, porta con sé una comprensione senza pari di ciò che serve per vincere.
Sebbene le aspettative di Lowry nei confronti di Donald siano elevate, egli riconosce che il risultato finale ricadrà sulle spalle dei 12 giocatori che devono dare il massimo per assicurarsi una vittoria. La competizione si preannuncia agguerrita, specialmente poiché i loro avversari non hanno ancora assaporato la vittoria né in casa né in trasferta.
Mentre ci prepariamo per la prossima stagione golfistica, le riflessioni di Lowry offrono un’interessante visione delle dinamiche di questi tornei. L’anticipazione e la preparazione che precedono gli eventi, unite all’eccitazione e allo stress che seguono, creano una narrazione avvincente che coinvolge non solo i giocatori, ma anche i loro fan in tutto il mondo.