Michael Kim, una stella nascente nel mondo del golf, ha rivelato i quattro tee shot più impegnativi ad Augusta National, gettando luce sulla natura insidiosa del corso iconico. Mentre il mondo del golf si prepara per il Masters, le intuizioni di Kim hanno suscitato interesse e dibattito tra fan e giocatori.
Kim, che si prepara a fare la sua seconda apparizione al Masters, ha condiviso la sua esperienza nel Pat Mayo Experience, evidenziando il buco par-tre che crede sia addirittura più difficile del famigerato 12°. Mentre il 12° buco ha visto la sua giusta dose di dramma e delusioni, l’analisi di Kim porta una nuova prospettiva alla discussione sui tee shot più temibili di Augusta.
Secondo Kim, il primo buco di Augusta dà il tono per un giro impegnativo, con le sue richieste strategiche e la pressione di dare il via al Masters. Ha anche evidenziato il settimo buco, sottolineando la ripida pendenza del fairway che può portare a colpi di recupero difficili. Inoltre, Kim ha indicato i buchi 13 e 18 come sfide formidabili che mettono alla prova anche i golfisti più abili.
Tuttavia, è stata la descrizione di Kim del quarto buco a catturare veramente l’attenzione. Riferendosi ad esso come a un “mostro”, Kim ha dettagliato la lunghezza del buco, i bunker impegnativi che fiancheggiano il green e la natura implacabile del livello superiore. Le sue intuizioni sulle complessità strategiche e le potenziali insidie del quarto buco forniscono conoscenze preziose per i giocatori che si preparano ad affrontare il formidabile layout di Augusta.
Curiosamente, il due volte campione del Masters Scottie Scheffler ha anche espresso la sua opinione sul quarto buco, condividendo le sue difficoltà con il lungo par-tre noto come Flowering Crab Apple. Nonostante il suo successo ad Augusta, Scheffler ha riconosciuto la difficoltà di navigare il quarto buco, enfatizzando l’importanza delle condizioni del vento e dell’esecuzione precisa dei colpi.