Uomo venezuelano deportato per un tatuaggio della sua squadra sportiva suscita indignazione e controversie
In un sorprendente sviluppo, Jerce Reyes, un migrante venezuelano, è stato recentemente deportato dagli Stati Uniti in El Salvador, presumibilmente a causa di un tatuaggio della sua squadra sportiva preferita. Il caso ha acceso una tempesta di dibattiti sulle politiche migratorie e sul trattamento degli individui senza documenti nel paese.
Dall’inizio della presidenza di Donald Trump, le deportazioni di immigrati non documentati sono aumentate vertiginosamente, con la storia di Reyes che è una delle ultime a fare notizia. Il suo avvocato, Linette Tobin, ha rivelato a CNN che Reyes è stato deportato a causa di un tatuaggio legato al Real Madrid, un noto club di calcio. Reyes, un padre devoto e appassionato di calcio, aveva tatuaggi sul suo corpo che simboleggiavano il suo amore per lo sport e per le sue figlie. Tuttavia, proprio questi tatuaggi sono diventati la base per la sua deportazione.
Le autorità dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) hanno arrestato Reyes a settembre, sostenendo che i suoi tatuaggi assomigliassero a quelli associati al gruppo criminale venezuelano Tren de Aragua. Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) ha affermato che l’inchiostro di Reyes era “coerente con quelli che mostrano affiliazione con il Tren de Aragua”, citando simboli come corone, stelle e la parola “Dios” (Dio) come potenziali segni di appartenenza a bande. Nonostante Reyes avesse spiegato che i suoi tatuaggi erano innocui, incluso un tributo al Real Madrid e un riferimento alla leggenda del calcio Diego Maradona, è stato comunque inviato in El Salvador sotto le rigide politiche migratorie dell’amministrazione Trump.
Reyes ha utilizzato l’app CBP One, introdotta durante l’amministrazione Biden, per entrare negli Stati Uniti legalmente con un appuntamento per l’immigrazione fissato per il 1° settembre. Tuttavia, all’arrivo, è stato rapidamente arrestato con accuse di legami con bande basate sui suoi tatuaggi, portandolo a una battaglia legale che ha infine portato alla sua deportazione.
La controversia che circonda il caso di Reyes ha suscitato indignazione tra gli attivisti per i diritti degli immigrati, che sostengono che le persone non dovrebbero essere perseguitate in base al loro aspetto o ai loro tatuaggi. Il dibattito sul trattamento dei migranti e sui criteri per la deportazione continua a intensificarsi man mano che più casi come quello di Reyes emergono, mettendo in luce le complessità e le ingiustizie all’interno del sistema di immigrazione degli Stati Uniti.